“Sicura” non è la prima parola che viene in mente per descrivere la vita nello spazio.
Da oltre 25 anni, grazie alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l’umanità mantiene una presenza continuativa in orbita bassa terrestre, ma lasciare l’atmosfera del nostro pianeta, così preziosa per la vita e al tempo stesso una barriera complessa da superare quando si lanciano equipaggi in orbita, resta sempre una sfida.
Per questo motivo lavorando al fianco delle principali agenzie spaziali mondiali e di partner di fiducia, abbiamo sempre dedicato i nostri sforzi allo sviluppo di soluzioni in grado di garantire una protezione sempre maggiore agli astronauti a bordo di veicoli spaziali e moduli pressurizzati.
Il nostro percorso verso l’eccellenza è iniziato negli anni ’70, a Torino, studiando come progettare al meglio le fondamenta di Spacelab, il primo modulo pressurizzato europeo creato per supportare la vita nello spazio all’interno della cargo bay dello Space Shuttle.
Sapevate che 63 delle 135 missioni dello Space Shuttle statunitense hanno trasportato hardware sviluppato dai team di Thales Alenia Space?
Una statistica di cui siamo molto orgogliosi.
Un contributo di eccellenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale
Il nostro viaggio è proseguito con la grande avventura a bordo della ISS, contribuendo a Nodo 2, Nodo 3, tre Moduli Logistici Multiuso (MPLM), il Modulo Logistico Multiuso Permanente (PMM), cinque Veicoli di Trasferimento Automatizzati (ATV), il laboratorio europeo Columbus, l’airlock Bishop per piccoli payload e, forse il più iconico di tutti, la Cupola.
La Cupola, inizialmente concepita come elemento funzionale per facilitare le operazioni di attracco dei veicoli, è diventata rapidamente uno dei luoghi più amati dagli astronauti, un punto di osservazione privilegiato sulla Terra, da cui i pensieri tornano alle persone care, ricordando agli osservatori che anche nello spazio, restiamo sempre, profondamente, umani.
Grazie a tecnologie avanzate e al lavoro dei nostri team, contribuiamo a semplificare il volo spaziale umano e a rendere più confortevole la vita per gli equipaggi nello spazio. In questo modo, nel corso degli anni abbiamo rafforzato il nostro legame con gli astronauti e il nostro senso di responsabilità e di orgoglio che ci lega al nostro ruolo industriale.
Trasportare rifornimenti essenziali agli astronauti a bordo dell’ISS
Tornando all’hardware, continuiamo a supportare la presenza umana nello spazio, il 24° Modulo Cargo Pressurizzato Cygnus (PCM) è quasi pronto al lancio, mentre il 25° è attualmente in fase di integrazione nelle nostre clean room.
Cygnus è essenziale per la vita a bordo della ISS, trasporta infatti i rifornimenti per gli astronauti e recupera i materiali di scarto, liberando “spazio” a bordo della nostra stazione orbitante.
Lo sguardo verso la Luna
Dopo il successo di Artemis I e il lavoro svolto per validare e migliorare i sottosistemi del veicolo, siamo oggi alla soglia di un momento storico. Tornare sulla Luna ha un significato profondo per tutti noi. La Generazione Artemis sarà animata dallo stesso spirito di meraviglia che, oltre 50 anni fa, ha ispirato la Generazione Apollo.
Il contributo dei nostri ingegneri e tecnici va oltre la progettazione, la produzione e l’assemblaggio della struttura primaria dell’European Service Module (ESM) e l’integrazione dei suoi sottosistemi chiave; ricopre infatti un ruolo fondamentale per rendere possibile il ritorno di un astronauta in orbita lunare, per la prima volta dal dicembre 1972.
Artemis II entra nella storia
La partenza dell’equipaggio di Artemis II, a bordo della navicella Orion, alle 00:35 CEST del 2 aprile, segna un momento storico. La perfetta sequenza di lancio del razzo SLS della NASA, mentre si elevava verso il cielo, resterà per sempre impressa nei nostri occhi e nelle nostre menti.
Proprio in questo momento, mentre Reid, Victor, Christina e Jeremy mettono alla prova Orion sfruttando le capacità dell’ESM, i nostri team in tutta Europa stanno già lavorando alle soluzioni future che riporteranno l’umanità sulla superficie lunare.
Il programma Artemis mira a stabilire una presenza sostenibile e continuativa sulla Luna ed è esattamente questo l’obiettivo verso cui stiamo lavorando.
Le infrastrutture del futuro sulla superficie lunare
Nell’ambito dell’accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la NASA, i nostri team stanno progettando il Modulo abitativo multiuso (MPH), il primo modulo pressurizzato concepito come rifugio mobile. Questo avamposto permanente sulla superficie lunare permetterà agli astronauti di vivere in sicurezza, proteggendoli dalle condizioni estreme dell’ambiente lunare.
Dall’orbita terrestre a quella lunare, fino alla superficie della Luna: la sfida è ambiziosa. Sarà necessario sviluppare nuove tecnologie e consolidare competenze, ma i nostri team sono pienamente impegnati a spingere sempre oltre i confini della presenza umana nello spazio.
Costruire una presenza duratura sulla Luna richiede anche una logistica sostenibile.
Il modulo di discesa lunare Argonaut sarà uno dei principali contributi europei in questa direzione. Thales Alenia Space lo svilupperà per l’ESA, progettato per trasportare tutti i tipi di carico necessari alle attività scientifiche e operative sulla superficie lunare, supportando al contempo la vita degli astronauti.
Volare verso e intorno alla Luna
La nostra azienda fornirà inoltre il segmento di navigazione spaziale, composto da quattro satelliti, nell’ambito del programma Moonlight dell’ESA. Questo sistema offrirà capacità di geolocalizzazione, supportando la navigazione su tutta la superficie lunare e facilitando operazioni di atterraggio e mobilità sul nostro satellite naturale.
Negli ultimi giorni è stata scritta la storia, ma questo viaggio è solo all’inizio. Siamo orgogliosi di lavorare al fianco delle principali agenzie spaziali mondiali, collaborando con partner virtuosi e contribuendo in modo concreto a un’avventura destinata a segnare un nuovo capitolo per l’umanità nello Spazio.


