Come possiamo raggiungere il luogo più remoto mai visitato dagli esseri umani nello spazio? Quali erano le emozioni mentre viaggiavamo dietro il lato oscuro del nostro satellite naturale, senza alcuna possibile connessione con il pianeta Terra? Com'è pilotare un veicolo come Orion fino alla Luna e ritorno?
Alla presenza di una delegazione composta da rappresentanti della NASA e dell'ESA, i nostri team a Torino hanno avuto l'opportunità di ascoltare direttamente Reid Wiseman e Christina Koch, membri dell'equipaggio di Artemis II, raccontare la loro esperienza mozzafiato.
Come parte del Tour Europeo di Riconoscimento, una delegazione NASA, tra cui il comandante della missione Artemis II, Reid Wiseman, e la specialista di missione, Christina Koch, insieme al Team di Programma guidato dal Program Manager Howard Hu, si è recato a Torino per riconoscere Thales Alenia Space per il suo contributo industriale.
Con il contributo del management di Esplorazione dell'Agenzia Spaziale Europea e dell'Agenzia Spaziale Italiana, il team di Thales Alenia Space ha ricevuto un riconoscimento unico sugli aspetti tecnici ed esperienziali della missione.
Tre rappresentanti di Thales Alenia Space, pienamente coinvolti durante la missione, hanno ricevuto un premio speciale per il loro importante contributo al Modulo di Servizio Europeo di Orion.
La presenza dell'equipaggio, insieme ai più alti rappresentanti della missione, è stata fonte di orgoglio e ispirazione per Thales Alenia Space; rappresenta le migliaia di ore dedicate allo sviluppo del Modulo di Servizio Europeo e al progresso della missione — il risultato del lavoro svolto da ingegneri e tecnici sulla Terra per coloro che hanno superato i limiti, viaggiando nello Spazio oltre ciò che si conosce.
Oggi, i nostri tecnici e ingegneri si stanno già dedicando alle prossime missioni Artemis, supportando, sia a Brema che negli Stati Uniti al Kennedy Space Center, i prossimi passi verso il ritorno degli esseri umani sulla Luna.
L'equipaggio di Artemis II ha già passato il testimone al prossimo equipaggio, che comprenderà il comandante Randy Bresnik, gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas. Il pilota della missione sarà l'astronauta ESA Luca Parmitano, che abbiamo avuto il piacere di accogliere recentemente nello stesso sito visitato in questa occasione da Reid e Christina.
La missione Artemis III spingerà i confini tecnologici ancora oltre, testando capacità che solo pochi anni fa potevamo sognare.
Siamo tutti molto orgogliosi di essere al fianco di Reid, Christina, Victor, Jeremy, Randy, Luca, Frank e Andre in questo fantastico viaggio umano e tecnologico.
A proposito del contributo di Thales Alenia Space:
Thales Alenia Space ha fornito sottosistemi chiave per tutti e sei i segmenti dei moduli di servizio ESA, inclusi la struttura, il sistema di controllo termico e le principali capacità di supporto vitale. Il sistema di controllo termico, comprensivo di radiatori, e il consumable service system, che gestisce la distribuzione di acqua, ossigeno e azoto, sono stati progettati e costruiti nello stabilimento di Thales Alenia Space a Torino.
Il programma del Modulo di Servizio Europeo (ESM) è guidato dal prime contractor, Airbus Defence and Space, per conto dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Leonardo ha contribuito ai pannelli solari e alle unità di gestione e controllo dell'energia per tutti i moduli ESM.
Gli astronauti hanno inoltre controllato manualmente il veicolo spaziale per dimostrare le manovre di prossimità utilizzando i motori del Modulo di Servizio Europeo, una capacità essenziale per le future missioni Artemis.
E dopo il viaggio degli astronauti a bordo di Orion intorno alla Luna, Telespazio ha contribuito attraverso le antenne del Centro Spaziale del Fucino. Questi sono stati selezionati dalla NASA, tra aziende internazionali volontarie, per supportare le attività di radio-tracciamento della missione Artemis II.
A proposito della missione Artemis II:
Con il lancio di Artemis II, supportato da NASA, ESA e il significativo contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stato compiuto un enorme passo verso il ritorno degli esseri umani sulla Luna e la preparazione alle future missioni su Marte.
Quattro astronauti—tre americani e un canadese—il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista di missione canadese Jeremy Hansen—erano a bordo di Orion. La navicella è stata lanciata con il razzo Space Launch System (SLS) della NASA e, dopo il decollo, hanno trascorso circa 10 giorni a circa 7.400 km dalla Luna.
Prima di dirigersi sulla Luna, Orion entrò in un'orbita terrestre ad alta quota per circa 24 ore per testare tutti i suoi sistemi. Dopo essersi separati dallo stadio superiore dello SLS, gli astronauti hanno pilotato manualmente Orion: ruotando la navicella ed eseguendo una manovra simulata di attracco con lo stadio superiore per verificare quanto bene potesse essere controllato durante operazioni a corto raggio.
Successivamente, Orion ha cambiato rotta ed ha acceso il motore del Modulo di Servizio Europeo (ESM) per avviare il trasferimento sulla Luna. Al centro di questa missione storica c'era il Modulo di Servizio Europeo (ESM) dell'ESA, che ha fornito a Orion un supporto vitale—potenza e propulsione—per mantenere il viaggio sicuro oltre l'orbita terrestre.
Future infrastrutture sulla superficie lunare
Nel quadro degli accordi tra l'Agenzia Spaziale Italiana ASI e la NASA, i nostri team stanno attualmente progettando il modulo Multi-Purpose Habitation (MPH), il primo modulo pressurizzato mai utilizzato come rifugio mobile. Questa base permanente permetterà agli astronauti di vivere in sicurezza sulla superficie lunare e proteggerli dall’ambiente ostile.
Prima l'orbita terrestre bassa, poi l'orbita lunare, e domani la superficie lunare: sarà una sfida, dovranno essere sviluppate nuove tecnologie e le competenze dovranno essere consolidate, ma i nostri team sono pienamente dedicati a spingere ulteriormente i confini della presenza umana nello spazio. E stabilire una presenza duratura per gli astronauti sulla Luna implica una logistica sostenibile.
Il modulo di discesa lunare Argonaut sarà uno dei principali facilitatori europei in questo senso. Thales Alenia Space svilupperà Argonaut per l'ESA, progettato per trasportare tutti i tipi di carichi necessari per svolgere attività scientifiche e lavorare sulla superficie lunare, fornendo al contempo supporto vitale agli astronauti.
“Flying to the Moon” e in orbita lunare
La nostra azienda fornirà anche il segmento di navigazione spaziale come parte del programma MoonLight dell'ESA, fornendo capacità di geolocalizzazione per facilitare la navigazione su tutta la Luna, facilitando l'atterraggio e lo spostamento sul nostro satellite naturale.
Con Artemis I e Artemis II, si è fatta la storia, ma il viaggio è appena iniziato. Siamo tutti molto orgogliosi di lavorare accanto alle principali agenzie spaziali mondiali, collaborare con partner di talento e giocare un ruolo chiave in questa avventura destinata a segnare un nuovo capitolo per l'umanità nello spazio.


